giovedì 19 settembre 2013

Una questione di punti di vista


Qualche settimana fa ho avuto il piacere di partecipare ad un giro di conferenze incentrate sul Sud America. Mi ha colpito particolarmente constatare come i diversi relatori abbiano affrontato l'argomento. Su quali dettagli abbiano calcato la mano. Come abbiano costruito il loro discorso. In quale modo abbiano raccontato le loro esperienze.

Lo storico trovava un immenso piacere nel fare continue citazioni usate qua e là per rendere più grottesca una situazione o per esprimere un giudizio, se pur attraverso le parole altrui. Grande furbata questa. Sottile gioco del dico e non dico. Come ben si sa non è ben visto nell'ambiente uno storico che esprime palesemente un parere. Passerebbe dall'essere uno studioso imparziale all'essere un qualunque opinionista.
L'intellettuale idealistico era il più divertente di tutti. Raccontava viaggi e avventure colorite, spesso borderline. Il suo discorso era intriso di giudizi di parte. Prevaleva completamente la dimensione politica e di lotta, che, faceva si che la sua mente prendesse in considerazione solo gli aspetti positivi dei fenomeni, oscurando completamente tutto il resto. Meravigliosamente radical chic. Terribilmente poco realistico.
Mi ha sedotto il sociologo. Tramite un mix di letteratura, modi di vivere e architettura è riuscito a spiegarci tanti perchè, portando, contemporaneamente, la nostra mente ad immaginare scenari esotici e avvicinandoci alla cultura di popoli lontani.
Il diplomatico, visto il ruolo centrale e in prima persona che aveva giocato in molte situazioni, anche tramite ad alcune indiscrezioni, coinvolgeva l'ascoltatore, trascinandolo nel gioco dietrologico e ambiguo della diplomazia. Di qualsiasi attore coinvolto nel racconto presentava i pro e i contro di una scelta politica rispetto ad un'altra permettendo al pubblico di immergersi nel gioco della politica.
L'economista secondo molti è una sorta di guru. Per altri un ciarlatano che presenta oscure teorie che, tra l'altro, adatta di continuo alle circostanze. Lontano da grafici e calcoli non mi è parso così fuor d'acqua. Il pubblico ha dimostrato di apprezzare l'opportunità di aver qualcuno che gli spiegasse fenomeni che spesso sente alla tv ma non riesce a comprendere.


Il bello delle conferenze è vedere lo stesso tema discusso da differenti prospettive. Ciò permette di aprire la mente e di esulare dal solito modo di pensare figlio della nostra formazione. Bello avere punti di vista differenti!

Gianluigi Usai