Una questione
di punti di vista
Qualche settimana fa ho
avuto il piacere di partecipare ad un giro di conferenze incentrate
sul Sud America. Mi ha colpito particolarmente constatare come i
diversi relatori abbiano affrontato l'argomento. Su quali dettagli
abbiano calcato la mano. Come abbiano costruito il loro discorso. In
quale modo abbiano raccontato le loro esperienze.
Lo storico trovava un immenso piacere nel fare continue citazioni usate qua e là per rendere più grottesca una situazione o per esprimere un giudizio, se pur attraverso le parole altrui. Grande furbata questa. Sottile gioco del dico e non dico. Come ben si sa non è ben visto nell'ambiente uno storico che esprime palesemente un parere. Passerebbe dall'essere uno studioso imparziale all'essere un qualunque opinionista.
L'intellettuale
idealistico era il più divertente di tutti. Raccontava viaggi e
avventure colorite, spesso borderline. Il suo discorso era intriso di
giudizi di parte. Prevaleva completamente la dimensione politica e di
lotta, che, faceva si che la sua mente prendesse in considerazione
solo gli aspetti positivi dei fenomeni, oscurando completamente tutto
il resto. Meravigliosamente radical chic. Terribilmente poco
realistico.
Mi ha sedotto il
sociologo. Tramite un mix di letteratura, modi di vivere e
architettura è riuscito a spiegarci tanti perchè, portando,
contemporaneamente, la nostra mente ad immaginare scenari esotici e
avvicinandoci alla cultura di popoli lontani.
Il diplomatico, visto il
ruolo centrale e in prima persona che aveva giocato in molte
situazioni, anche tramite ad alcune indiscrezioni, coinvolgeva
l'ascoltatore, trascinandolo nel gioco dietrologico e ambiguo della
diplomazia. Di qualsiasi attore coinvolto nel racconto presentava i
pro e i contro di una scelta politica rispetto ad un'altra
permettendo al pubblico di immergersi nel gioco della politica.
L'economista secondo
molti è una sorta di guru. Per altri un ciarlatano che presenta
oscure teorie che, tra l'altro, adatta di continuo alle circostanze.
Lontano da grafici e calcoli non mi è parso così fuor d'acqua. Il
pubblico ha dimostrato di apprezzare l'opportunità di aver qualcuno
che gli spiegasse fenomeni che spesso sente alla tv ma non riesce a
comprendere.
Il bello delle conferenze
è vedere lo stesso tema discusso da differenti prospettive. Ciò
permette di aprire la mente e di esulare dal solito modo di pensare
figlio della nostra formazione. Bello avere punti di vista
differenti!
Gianluigi Usai