La Spagna .....e cravatte di Rajoy pagate con le tangenti.
Trovare
la modalità di finanziamento migliore per i partiti politici è una
delle più grandi sfide dei sistemi democratici moderni. Tutti i modelli
fino ad ora identificati e sperimentati presentano vantaggi ma anche
grosse pecche. Negli Stati Uniti, patria del liberalismo e del
liberismo, i partiti e i singoli politici finanziano le proprie campagne
elettorali grazie ai generosi donativi dei loro sostenitori.
Sostenitori che nella maggior parte dei casi non "sganciano" generosi
assegni per l'amor di patria ma lo fanno consapevoli che quel politico,
se eletto, avrà un debito di riconoscenza nei loro confronti e di
conseguenza potrebbe spingere o bloccare leggi e atti secondo il loro
personalistico interesse. In altri casi i donativi non sono indirizzati
tanto al singolo candidato ma vanno a supporto della politica che quel
movimento fa. Si pensi per esempio alle imprese tecnologiche o a quelle
legate alle energie rinnovabili da sempre grandi sostenitrici del
partito Democratico, percussore di un modello di sviluppo a loro
conveniente o ancora le grandi major petrolifere e le potenti aziende
produttrici di armi da sempre supporter del partito Repubblicano,
fautore di una politica estera muscolare e indifferente alla questione
ambientale. Negli Usa parlare di finanziamenti pubblico ai partiti
sarebbe semplicemente un assurdità e chi provasse a introdurlo si
troverebbe contro, armi in mano, tutto il paese.
In
Europa, da anni, si cerca di percorrere questa seconda via al dì là
dell'Atlantico odiata. Il finanziamento pubblico ai partiti è di per se
una costruzione ideologica e di deboli fondamenta. Si ipotizza che i
partiti, vedendo pagate dai contribuenti le loro spese, non avranno
bisogno di prendere tangenti e subiranno meno l'influenza di potenti
lobby. Si tratta quindi di uno strumento che dovrebbe garantire un
governo oggettivo (non personalistico come quello che si addita ai
politici USA) e non corrotto. Peccato che come al solito l'ideologia non
tenga conto della vanità e della bramosia umana che porta alle
situazione note. Ricordiamo per esempio Helmut Kohl, più volte travolto
durante la sua vitta da scandali di tangenti o ancora i casi Lusi e
Belsito in Italia o sempre in Germania quello che nel 2000 travolse
Wolfgang Schäuble, ora ministro dell'economia tedesco e integerrimo
rigorista, allora candidato in pectore della CDU alla carica di
cancelliere e bruciato dallo scandalo. L'articolo qui sotto riportato è
la traduzione di un pezzo molto esaustivo di El Pais sulla scandalo che
sta travolgendo la Spagna in questi giorni e dove, a quanto risulta,
buona parte dei leader del PP sia coinvolto, primo ministro incluso.
Alvaro
Lapuerta e Luis Bárcenas, tesorieri del Partito Popolare (PP) fra il
1990 e il 2009, tennero durante questo periodo in vari quaderni, scritti
a mano, un registro di entrate di denaro (donativi da parte di
imprenditori) e uscite (pagamenti periodici a membri della cupola del
partito e altri costi di funzionamento). Questa contabilità segreta,
alla quale ha avuto accesso El Pais, si struttura in tre paragrafi: una
con i versamenti al PP con data, origine e quantità; un altro mostra
pagamenti e nome del destinatario, data e quantità ricevuta e l'ultimo
con i saldi finali dei movimento di denaro.
Ogni
anno, secondo le annotazioni che maneggiava Bárcenas, una certa
quantità delle donazioni ricevute dal partito si girava su un banco (il
Banco Vittoria, assorbito dal Banesto nel 2003). Il fatto che solo una
parte dei proventi finisse trasferita nel conto, come "donativo",
suggerisce un possibile finanziamento illegale del PP, nel caso in cui
non si fosse dichiarato tutto ciò che si era ricevuto.
I
documenti ai quali ha acceduto El Pais riguardano il periodo fra il
1990 e il 2008 con l'eccezione degli anni '93, '94, '95 e '96. Le
annotazioni registrano pagamenti periodici a membri della cupola del
partito a partire dal 1997, con Jose Maria Aznar alla presidenza del PP e
un anno dopo la vittoria elettorale che lo condusse a La Moncloa (sede
della presidenza del governo spagnolo). Dai registri appaiono nei primi
mesi del 1990 e in due mesi del 1997 pagamenti a "J.M". Le uniche
annotazioni che appaiono nella lista relative al 1990 sono quelle
relative a "J.M".
La
prima annotazione, dell'aprile del 1990, registra: "saldo iniziale
(consegna R.N.). Ingresso 8 milioni di Pesetas. Saldo 8 milioni. Le
iniziali, si ipotizza, facciano riferimento a Rosendo Naseiro,
precedente tesoriere del PP, che fu implicato, e assolto per difetti di
forma, in uno scandalo di finanziamento illegale della formazione
conservatrice.
A
partire dal 1997, le carte registrano pagamenti periodici a tutti i
segretari generali e vice-segretari che ha avuto il PP. Fra di loro
figura l'attuale presidente del governo, allora vice-segretario generale
del partito, Mariano Rajoy; anche i segretari Rodrigo Rato e Jaime
Mayor Oreja, così come i segretari generali Francisco Alvarez-Cascos,
Javier Arenas, Angel Acebes e Dolores de Cospedal. Álvarez-Cascos fu
l'unico che, secondo le annotazioni, continuò a figurare come ricettore
di denaro anche dopo aver lasciato la segreteria generale.
Rajoy
inizia ad apparire nelle annotazioni dal 1997 con incassi semestrali di
2.100.000 Pesetas o trimestrali da 1.050.000 Pesetas che a partire dal
2002 passano ad essere 12.600 € semestrali e 6.300 € trimestrali. Nel
caso di Rato figurano 6.850 € cada trimestre mentre i maggiori esborsi
risultano in favore di Arenas e di Álvarez-Cascos, con 9.000 € a
trimestre.
La
contabilità che maneggiava Bárcenas non aveva nessuna relazione con i
fondi pubblici ricevuti dal PP, come previsto dalle leggi sul
finanziamento pubblico ai partiti. Al contrario, si riferiscono a
donazioni private di imprenditori e compagnie, soprattutto del settore
delle costruzioni. Fra di loro compare Luis de Rivero (prima vice e poi
presidente di Sacyr Vallehermoso) con 380.000 € versati fra il 2004 e il
2006. Figura anche J. M. Villar Mir (OHL) con 530.000 € versati fra il
2004 e il 2008. José Mayor Oreja (presidente FCC Construcciòn) e
fratello dell'ex ministro dell'interno, appare con due versamenti
effettuati nel 2008 per un totale di 165.000 €. Mercadona risulta,
invece, abbia fatto dei versamenti, sempre fra il 2004 e il 2008, per un
totale di 240.000 €. Tutti questi personaggi hanno negato, direttamente
o tramite portavoce, di aver effettuato donazioni al Partito Popolare.
Fra
le annotazioni che fanno riferimento a versamenti figurano anche Pablo
Crespo, ex numero due del complesso di imprese che fanno capo a
Francisco Correa; Alfonso García Pozuelo, proprietario di Construtora
Hispánica e Juan Conito della impresa valenciana di servizi Sedesa.
Tutti loro risultano più tardi imputati nel "caso Gürtel" per presunto
finanziamento irregolare al PP o per il pagamento di commissioni
illegali per l'ottenimento di contratti pubblici da parte di
amministrazioni governate da questo partito.
L'11
di marzo del 2004, la contabilità di Bárcenas indica un ingresso di
200.000 € da parte di Juan Conito. Nel maggio del 1999, Pablo Crespo,
versò, sempre secondo i documenti, 21 milioni di Pesetas. García Pozuelo
risulta abbia fatto mezza dozzina di versamenti al partito oscillanti
fra i 18.000 e i 30.000 €.
Oltre
le imprese, vi sono annotazioni relative a quantità ricevute da diversi
punti della Spagna. Uniti alle espressioni "Galicia (O.C.)", "di
Málaga", "LA Rioja" o "Palencia", appaiono, in differenti occasioni,
quantità che oscillano fra i 18.000 e i 30.000 €.
La
contabilità segreta di Bárcenas non ha nulla a che vedere con il
pagamento ordinario di buste paghe e salari al personale del partito.
Contiene solo annotazioni alla cupola e, sporadicamente, a altre cariche
come Ana Palacio (appare una volta) o Pilar del Castillo (appare due
volte).
Include,
però, costi di funzionamento ordinario del partito come servizi di
consulenza giuridica, incontri o studi e altri esborsi di varia natura.
Il
giorno 10 di febbraio del 2004 si registra un pagamento di 6.000 € in
favore di Pilar Castillo, allora ministro dell'educazione e lo stesso
giorno si consegnava la medesima somma ad Ana Palacio, allora ministro
degli esteri. Del Castillo riceve, secondo le scritture, un secondo
pagamento (3.000 €). Queste sono gli unici versamenti che si riferisco a
membri del governo che non fanno parte dell'esecutivo del partito.
Per
Federico Trillo, per anni responsabile dell'area giuridica del PP, si
annotano pagamenti, che vanno dai 3.000 fino ai 36.000 €, lungo vari
anni. Non sono periodici e paiono riflettere corrispettivi per servizi
realizzati. Le carte di Bárcenas si concludono nel 2008. Nel 2009, come
emerge dal bilancio ufficiale del PP, gli furono versati 69.000 € legati
alla consulenza fornita al PP sul "caso Gürtel" e quindi possiamo
immaginare che le somme che compaiono nelle annotazioni (fino al 2008)
fossero provvigioni per prestazioni di consulenza similare.
Pedro
Arriola, uno dei principali consulente dei presidenti che ha avuto il
PP e incaricato degli studi demoscopici, ugualmente, appare nelle
annotazioni come ricettore di somme che vanno dai 100.000 ai 161.000 €.
Arriola ha dichiarato a El Pais che non ebbe mai modo di venire a
contatto con il tesoriere e che fatturava al PP, come effettivamente
risulta, dal 1990 distinte quantità annue. Ha anche ricordato che la
quantità stipulata nel contratto non coincide con quella registrata
nelle carte di Bárcenas.
La
contabilità annota inoltre pagamenti sporadici senza continuità nel
tempo. Fra di loro figura un aiuto di 18.000 € nel 2001 alla vedova di
un consigliere del PP assassinato dall'ETA. Ci sono anche due versamenti
al portale internet Libertad Digital di Fernando Jiménez, per un totale
di 36.100 € nel dicembre del 2004. L'organizzazione Basta Ya con aiuti
di 3.005 nel primo semestre del 2002.
Dai
conti segreti risultano delle uscite di cassa per vestiario. Nel giugno
del 2006 appare una partita da 667 € indicata come "cravatte
presidente". A dicembre dello stesso anno ne appare un altra per 9.100 €
indicata come "abito Mariano". Nell'aprile del 2008 escono dalle casse
altri 11.020 € sempre per abiti per Mariano. Un altra partita di
vestiario da 5.720 € nel giugno del 2006, relativa a camice e abiti, non
presenta la specifica del destinatario.
La
contabilità mostra pagamenti continui e periodici, a partire dal 1997,
sempre con le stesse somme (a volte trimestrali altre semestrali, in
questo caso il doppio) in favore di Mariano Rajoy, indicato nei conti a
volte con un iniziale altre con l'altra. La stessa cosa succede per
Ángel Acebes e con il resto dei membri della cupola del PP.
Anche
se la contabilità che tenevano Bárcenas e Lapuerta arriva solo al 2008,
risultano comunque pagamenti in favore di Dolores Cospedal (due
trimestri del 2008: giugno-settembre e ottobre-dicembre), ciascuno pari a
7.500 €, che occupa la carica di segretario generale del PP dal giugno
del 2008. La prima annotazione è datata 7 giugno 2008. Cospedal era
stata eletta durante il congresso svoltosi a Valencia durante il mese
precedente (maggio 2008).
Tanto
la Cospedal come i sui predecessori Acebes, Arenas y Álvarez Cascos e
così come quelli che occupavano la carica di vice-segretario generale
(Rato e Mayor Oreja) hanno assicurato El Pais che mai hanno preso
contanti trimestralmente o semestralmente dal tesoriere e che tutto ciò
che hanno ricevutto dal partito l'hanno dichiarato al fisco.
La
Cospedal ha assicurato in pubblico, dopo lo scoppio dello scandalo sui
presunti versamenti di denaro alla cupola, che non era a conoscenza di
queste pratiche. Tuttavia, fonti della direzione del PP, rivelano a El
Pais che la segretaria generale disse al suo entourage che fu lei a
porre fine a queste pratiche quando ascese alla carica.
Il
presidente Rajoy, ha declinato, tramite un portavoce e su richiesta di
El Pais, di pronunciarsi sopra i documenti e i loro contenuti fino a
quando non conoscerà il risultato dell'audit interno e esterno che ha
commissionato sui conti del partito.
I
pagamenti alla cupola del PP, indicati nella annotazioni, non venivano
dichiarati al fisco, come confermano fonti prossime ai due ex tesorieri,
perchè venivano versati come rimborsi di costi di rappresentanza dei
quali avevano diritto e che non dovevano giustificare. Non avendoli
dichiarati al fisco i dirigenti del PP hanno commesso un infrazione
tributaria, però non un delitto fiscale perchè le quantità frodate sono
inferiori ai 120.000 € all'anno. Inoltre si potranno perseguire solo le
infrazioni posteriori al 2007 poichè le precedenti sono tutte cadute in
prescrizione.
Una
o più volte all'anno la contabilità registra uscite di somme di denaro
che vengono poi versate in un banco con causale "donativi". Questa
meccanismo suggerisce che solo una parte dei fondi ricevuti era
convogliato per vie legali e trasparenti attraverso del loro versamento
in una banca.
La
contabilità registra, fra il 2000 e il 2003, diversi ingressi nel
banco Vitoria con il concetto "donativi". Il banco di Vitoria fu
assorbito nel 2003 dal Banesto, sparendo. Nella contabilità che
maneggiava Bárcenas ci sono delle annotazioni dell'aprile del 2004 dove,
unito al concetto "ingresso donativi banco Vitoria" appare disegnata
una piccola freccia che punta a un nome: "Banesto". A partire da quel
momento gli ingressi dei donativi vengono identificati con il nuovo nome
assunto dalla entità.
Sebbene,
secondo i documenti analizzati da El Pais, solo si dichiarò una parte
del denaro ricevuto, il PP fra il 1999 e il 2007, secondo il tribunale
di Cuentas, ricevette 33 milioni di € di donazioni. Dieci volte di più
del PSOE (partito socialista spagnolo) nello stesso periodo di tempo.
Vari
dirigenti del PP, consultati da questo periodico, temevano che i
segreti, che Bárcenas custodiva nelle nove casse di documenti che portò
via dalla sede del partito poco prima di venir imputato nel "caso
Gürtel", finissero rivolti contro la formazione conservatrice e il
governo di Rajoy.
La
scoperta di un conto segreto in Svizzera, dove Bárcenas arrivò ad
accumulare 22 milioni di €, frutto, secondo il tesoriere, dei suoi
affari nel corso del tempo, fecce aumentare la preoccupazione fra i
dirigenti del PP sulle informazione che con il processo potevano venire
alla ribalta sui conti del partito. I loro timori divennero reali quando
El Mundo parlò, per la prima volta, di supposti pagamenti illegali. In
questa prime notizie si escludeva però che avesse riscosso denaro anche
Rajoy, cosa ora smentita dai conti segreti tenuti da Bárcenas, e la
Cospedal, delle quale ora si sa che ha ricevuto denaro non appena eletta
alla carica di segretario generale.
Bárcenas
è stato, insieme a Lapuerta, il padrone della cassa del PP. La persona
che conosceva tutti i dettagli di come si finanziava la formazione
politica, a chi doveva favori e chi beneficiava dei versamenti illeciti.
Bárcenas,
che non appare come ricettore di denaro nella lista dei contributi che
controllava, aveva un salario molto più alto di quello di tutti gli
altri esecutivi del partito. A partire dal 2000 guadagnava, in media,
200.000 € all'anno. A partire dal 2007 iniziò a ricevere mediamente due
versamenti: uno per la carica e l'altro, molto più alto, con la causale
"trasferimenti del PP". Dirigenti del partito hanno trasmesso a El Pais i
loro sospetti che l'ex tesoriere, durante 20 anni, controllò tutti gli
apporti privati e poté impossessarsi di una parte senza registrarlo
neppure nella contabilità segreta. Queste sottrazioni, sempre secondo le
stesse fonti interne al PP, potrebbero essere state versate nei conti
svizzeri dell'ex tesoriere, poi scoperti nell'ambito delle indagini sul
"caso Gürtel".
Durante
il processo per il "caso Gürtel" Bárcenas sentì che il partito, per il
quale aveva lavorato vent'anni lo stava abbandonando al suo destino.
Fino al punto che il partito smise di pagare la parcella del suo
avvocato. Bárcenas riuscì ad ottenere, nel settembre del
2011l'archiviazione del caso nonostante ancora non fossero arrivati i
risultati delle commissioni d'inchiesta che in Svizzera stavano cercando
i fondi segreti. Però nel 2012, dopo un ricorso della magistratura, il
tribunale riaprì il caso.
Da
allora il ministro della giustizia e la Magistratura superiore della
Stato hanno ricevuto pressione provenienti da diversi settori del PP per
una soluzione del caso che creasse i minori danni possibili al partito e
al governo. Queste pressione si intensificarono dopo la scoperte del
conto segreto di Bárcenas in Svizzera, dove accumulò 22 milioni di €.
(Per chi volesse leggere l'artitolo originale ecco il link:
http://politica.elpais.com/politica/2013/01/30/actualidad/1359583204_085918.html)
Traduzione curata da Gianluigi Usai
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