domenica 7 luglio 2013

Saremo costruttori di cambiamento

La gente da ormai troppi anni percepisce la politica come un parassita che succhia la linfa vitale del nostro paese. Mi piace pensare che ci siano delle speranze. La possibilità di ritornare a vedere la res publica come un bene da salvaguardare e non da spogliare sistematicamente per raggiungere meschini interessi personali. Ho avuto modo di venire a conoscenza dell'esperienza di Nicola quasi un po per caso e subito, spinto dalla mia innata curiosità, ho deciso di proporgli un intervista.

Nicola: Inizialmente siamo partiti in 4, io studente di economia, uno studente di psicologia interessato alle politiche sociali, un musicista e uno studente di scienza politiche. Successivamente si sono aggiunti altri due studenti di scienze politiche. Questo è il gruppo dirigente ma nella nostra esperienza possiamo contare su molti simpatizzanti, come poi è risultato dalle elezioni. Abbiamo cercato, muovendoci con articoli di giornale, riguardanti le cose che secondo noi non andavano bene, di portare la voce dei cittadini alle autorità. Adesso che ci sono state le elezioni il nostro percorso non cambierà, avremo semplicemente meno difficoltà a incontrare le persone che potranno aiutarci a risolvere problemi oppure fare proposte che possano essere agevolmente ascoltate. Avremo anche l'opportunità di vedere da vicino come funziona effettivamente la macchina amministrativa.

G: Come ti sei avvicinato al mondo della politica locale? Quali sono stati gli impulsi che ti hanno spinto a farlo?
N: Mi sono sempre interessato alla politica, i miei genitori pur non praticandola mi hanno sempre fatto capire l’importanza dell’amministrare e della scelta del bene comune. Il mio impegno attivo è cominciato 2 anni fa, io come alcuni amici eravamo stanchi del modo di fare politica nella nostra città, logiche di partito portavano persone poco preparate a ricoprire incarichi nevralgici e la partecipazione della cittadinanza alle scelte comuni era ridotta al minimo. L’idea era quindi quella di contribuire al rinnovamento della classe dirigente cittadina con un ottica di lungo periodo. Inizialmente il progetto doveva infatti prevedere la costituzione di una lista civica autonoma chiamata "La voce in comune’’ composta da tutti ragazzi esperti o quantomeno interessati a diversi campi. Volevamo dare un taglio netto e un segnale forte pur consci del fatto che ottenere un buon risultato sarebbe stato difficile. Cominciando a conoscere gli amministratori della nostra città abbiamo avuto il piacere di lavorare, per l’organizzazione dell’evento letterario ‘’inchiostro e parole’’ con il professore Alessandro Volpi. La collaborazione fu proficua e il modo di concepire la politica da parte di Alessandro ci ha subito interessato, per questo abbiamo deciso di cominciare a ragionare su una sue eventuale candidatura a sindaco da appoggiare come associazione. Gli obbiettivi erano primarie aperte del centro sinistra e vittoria delle amministrative, entrambi centrati pienamente. Posso dire che i risultati dell’associazione per ora sono stati notevoli.

G: Qual'è il tuo progetto per Massa e verso quale direzione dovrebbe evolvere la città? 
N: voglio subito mettere in chiaro che le mie idee vengono discusse all'interno dell’associazione. Come "La voce in comune"  abbiamo contribuito alla stesura del programma Volpi per le primarie, ci siamo chiaramente concentrati su qualcosa sulla quale avevamo più idee. Partendo dal grande successo di "Inchiostro e parole" abbiamo cercato di capire cosa poteva essere portato anche a livello cittadino. In questo senso la parte sull’autoproduzione della cultura e la messa a disposizione degli spazi da parte del comune per le iniziative giovanili ci ha reso molto soddisfatti così come il tentativo di sburocratizzare i processi per l’organizzazione di eventi o l’ipotesi di una convenzione SIAE per contribuire alle spese in quelle manifestazioni che prevedono una parte musicale. Vogliamo una città più moderna, che si riveli più attrattiva per i turisti e più viva per i cittadini che la abitano. 


G: Pensi che nella politica locale sia meglio guardare alle persone o ai partiti? Mi spiego meglio: la politica ha un peso molto forte nella scelta della persona a cui destinare il proprio voto o prevale la sfera delle conoscenze?
N: La nostra associazione è formata da ragazzi che non hanno tessere di partito, crediamo che in questo momento storico, caratterizzato da una forte crisi, a livello comunale si debba guardare più alle persone. La capacità di mediazione deve quindi essere più forte che in passato. Le idee rimangono sempre a guidarci, ma a livello comunale il loro peso è molto minore, inoltre è inutile avere delle idee che teoricamente possono essere giustissime ma non avere le persone in grado di portarle avanti, nel periodo storico che stiamo vivendo è palese la mancanza di morale da parte dei politici, ripartiamo da persone oneste e che abbiano a cuore il bene della collettività per poi poter attuare le idee.

G: Cosa ne pensi del Movimento 5Stelle?
N: Lo voglio dire subito. Non sono un gran simpatizzante del movimento 5 stelle. Capisco i motivi che lo hanno fatto nascere, l’idea del "tutti a casa" dopo gli scandali della nostra politica è, se non appieno condivisibile, quantomeno comprensibile. Anche io credo fortemente nel rinnovamento della classe dirigente, credo che chi ha sbagliato o non è riuscito a migliorare le cose debba farsi da parte. Detto questo il rinnovamento non deve essere considerato come una mannaia che colpisce tutti in modo indiscriminato. Inoltre non condivido molti aspetti del movimento, dal non rilasciare dichiarazioni ai media all'avere un capo e un guru che ne decidono la politica senza contraddittorio  Chi è contrario a una linea decisa dal capo rischia l’espulsione. Nonostante questi aspetti negativi però una sua presenza in parlamento potrebbe servire a responsabilizzare le altre forze politiche.

Grazie Nicola.

Gianluigi Usai

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