La gente da ormai troppi anni percepisce la politica come un
parassita che succhia la linfa vitale del nostro paese. Mi piace pensare che ci
siano delle speranze. La possibilità di ritornare a vedere la res publica come
un bene da salvaguardare e non da spogliare sistematicamente per
raggiungere meschini interessi personali. Ho avuto modo di venire a conoscenza
dell'esperienza di Nicola quasi un po per caso e subito, spinto dalla
mia innata curiosità, ho deciso di proporgli un intervista.
Nicola: Inizialmente
siamo partiti in 4, io studente di economia, uno studente di psicologia
interessato alle politiche sociali, un musicista e uno studente di scienza
politiche. Successivamente si sono aggiunti altri due studenti di scienze
politiche. Questo è il gruppo dirigente ma nella nostra esperienza possiamo
contare su molti simpatizzanti, come poi è risultato dalle elezioni. Abbiamo
cercato, muovendoci con articoli di giornale, riguardanti le cose che secondo
noi non andavano bene, di portare la voce dei cittadini alle autorità. Adesso
che ci sono state le elezioni il nostro percorso non cambierà, avremo
semplicemente meno difficoltà a incontrare le persone che potranno aiutarci a
risolvere problemi oppure fare proposte che possano essere agevolmente ascoltate.
Avremo anche l'opportunità di vedere da vicino come funziona effettivamente la
macchina amministrativa.
G: Come ti sei
avvicinato al mondo della politica locale? Quali sono stati gli impulsi che ti
hanno spinto a farlo?
N: Mi sono
sempre interessato alla politica, i miei genitori pur non praticandola mi hanno
sempre fatto capire l’importanza dell’amministrare e della scelta del bene
comune. Il mio impegno attivo è cominciato 2 anni fa, io come alcuni amici
eravamo stanchi del modo di fare politica nella nostra città, logiche di
partito portavano persone poco preparate a ricoprire incarichi nevralgici e la
partecipazione della cittadinanza alle scelte comuni era ridotta al minimo.
L’idea era quindi quella di contribuire al rinnovamento della classe dirigente
cittadina con un ottica di lungo periodo. Inizialmente il progetto doveva
infatti prevedere la costituzione di una lista civica autonoma chiamata
"La voce in comune’’ composta da tutti ragazzi esperti o quantomeno interessati
a diversi campi. Volevamo dare un taglio netto e un segnale forte pur consci
del fatto che ottenere un buon risultato sarebbe stato difficile. Cominciando a
conoscere gli amministratori della nostra città abbiamo avuto il piacere di
lavorare, per l’organizzazione dell’evento letterario ‘’inchiostro e parole’’
con il professore Alessandro Volpi. La collaborazione fu proficua e il modo di
concepire la politica da parte di Alessandro ci ha subito interessato, per
questo abbiamo deciso di cominciare a ragionare su una sue eventuale
candidatura a sindaco da appoggiare come associazione. Gli obbiettivi erano
primarie aperte del centro sinistra e vittoria delle amministrative, entrambi
centrati pienamente. Posso dire che i risultati dell’associazione per ora sono
stati notevoli.
G: Qual'è il tuo
progetto per Massa e verso quale direzione dovrebbe evolvere la città?
N: voglio
subito mettere in chiaro che le mie idee vengono discusse all'interno
dell’associazione. Come "La voce in comune" abbiamo contribuito
alla stesura del programma Volpi per le primarie, ci siamo chiaramente
concentrati su qualcosa sulla quale avevamo più idee. Partendo dal grande
successo di "Inchiostro e parole" abbiamo cercato di capire cosa
poteva essere portato anche a livello cittadino. In questo senso la parte
sull’autoproduzione della cultura e la messa a disposizione degli spazi da
parte del comune per le iniziative giovanili ci ha reso molto soddisfatti così
come il tentativo di sburocratizzare i processi per l’organizzazione di eventi
o l’ipotesi di una convenzione SIAE per contribuire alle spese in quelle
manifestazioni che prevedono una parte musicale. Vogliamo una città più
moderna, che si riveli più attrattiva per i turisti e più viva per i cittadini
che la abitano.
G: Pensi che nella
politica locale sia meglio guardare alle persone o ai partiti? Mi spiego
meglio: la politica ha un peso molto forte nella scelta della persona a cui
destinare il proprio voto o prevale la sfera delle conoscenze?
N: La nostra
associazione è formata da ragazzi che non hanno tessere di partito, crediamo
che in questo momento storico, caratterizzato da una forte crisi, a livello
comunale si debba guardare più alle persone. La capacità di mediazione deve
quindi essere più forte che in passato. Le idee rimangono sempre a guidarci, ma
a livello comunale il loro peso è molto minore, inoltre è inutile avere delle
idee che teoricamente possono essere giustissime ma non avere le persone in
grado di portarle avanti, nel periodo storico che stiamo vivendo è palese la
mancanza di morale da parte dei politici, ripartiamo da persone oneste e che
abbiano a cuore il bene della collettività per poi poter attuare le idee.
G: Cosa ne pensi
del Movimento 5Stelle?
N: Lo voglio
dire subito. Non sono un gran simpatizzante del movimento 5 stelle. Capisco i
motivi che lo hanno fatto nascere, l’idea del "tutti a casa" dopo gli
scandali della nostra politica è, se non appieno condivisibile, quantomeno
comprensibile. Anche io credo fortemente nel rinnovamento della classe dirigente,
credo che chi ha sbagliato o non è riuscito a migliorare le cose debba farsi da
parte. Detto questo il rinnovamento non deve essere considerato come una
mannaia che colpisce tutti in modo indiscriminato. Inoltre non condivido molti
aspetti del movimento, dal non rilasciare dichiarazioni ai
media all'avere un capo e un guru che ne decidono la politica
senza contraddittorio Chi è contrario a una linea decisa dal capo
rischia l’espulsione. Nonostante questi aspetti negativi però una sua presenza
in parlamento potrebbe servire a responsabilizzare le altre forze politiche.
Grazie Nicola.
Gianluigi Usai
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