giovedì 26 settembre 2013

…if you with patient ears attend/ what here shall miss, our toil shall strive to mend

Se in una calda notte di mezz’estate deciderai di profittare delle piacevoli sorprese che la Capitale sa riservare a quei pochi eletti che l’hanno preferita alle mete esotiche e caraibiche, potrai star certo che riuscirà ancora una volta a sbalordirti. Roma, d’estate, nonostante il caldo afoso, riesce ad attrarre e incantare visitatori ed autoctoni, con le innumerevoli iniziative che la rendono viva e vitale, ma un po’ meno delirante.
C’è solo l’imbarazzo della scelta, tra notti bianche, concerti per tutti i gusti, serate sul lungo Tevere, suggestivi teatri ospitati nei luoghi che, in un remoto passato, hanno scritto la storia del mondo: nessuno rimarrà insoddisfatto.
Se poi opterai per una romantica passeggiata in uno degli angoli verdi più suggestivi della città, scoprirai piacevolmente che non ti verrà proposta solo una divertente corsa sul risciò o una pedalata rinfrancante. I sentieri di Villa Borghese offrono infatti ai suoi visitatori numerose e varie iniziative culturali. Tra le tante, una certamente non mancherà di attirare la tua attenzione.
 The Globe Theatre. Fratello minore dell’omonimo londinese che quattro secoli or sono ebbe l’onore e il privilegio di veder recitare la Compagnia teatrale shakespeariana.
Pensato e realizzato come i teatri di epoca elisabettiana, forma circolare e struttura lignea, il cielo stellato la sola copertura dei posti in platea. E se ancora avessi bisogno di qualcosa per sentirti trascinare inesorabilmente indietro nel tempo, ti accorgerai che la platea, come vuole la miglior tradizione, altro non è che un nudo pavimento di pietra, dove i più accorti o avveduti, poggiano un cuscino portato con sé  da casa. Certo, non saprai dove e come mettere le gambe!  Ma l’angustia degli spazi è un misero prezzo da corrispondersi per la magia che quel luogo saprà regalarti.
Nel cuore palpitante del parco, col canto dei grilli sullo sfondo, nel teatro più pittoresco che Roma possa offrire, seduto sulla nuda pietra, potrai ammirare, col naso all’insù, una compagnia d’attori recitare le più travolgenti opere shakespeariane.
Infatti, com’è giusto che sia, il teatro ospita solo le commedie e le tragedie firmate con la penna del noto drammaturgo inglese.
A dieci anni dall’inaugurazione di questo luogo incantevole e stimolante, se ne festeggia l’anniversario con la prima opera messa in scena nel 2003, che racconta l’invincibile e tragico sentimento che unì nella morte i due più noti amanti veronesi.  
Nell’ilarità generale, la compagnia, per tutto il primo atto mette in scena una simpatica rivisitazione moderna della storia a tutti nota. In pieno stile rapper i protagonisti suscitano le risate del pubblico, con battute impertinenti e allusive,  cantando su quelle musiche che non ci si aspetterebbe. Poi d’un tratto, con l’incontro dei due amanti la scena cambia registro e recupera la solennità che le è propria,narrando la dolcezza dell’amore più struggente che la letteratura abbia mai raccontato.
Riuscitissima la sperimentazione, diretta dalla regia di un Gigi Proietti, che, commosso e nostalgico, apre la scena recitando le parole del coro:
“E se ad esso prestar vorrete orecchio pazientemente, noi faremo in modo,
con le risorse del nostro mestiere, di sopperire alle manchevolezze

dell’angustia di questa nostra scena”.

Michela Boi

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