…if you
with patient ears attend/ what here shall miss, our toil shall strive to mend
Se in una calda notte di
mezz’estate deciderai di profittare delle piacevoli sorprese che la Capitale sa
riservare a quei pochi eletti che l’hanno preferita alle mete esotiche e caraibiche,
potrai star certo che riuscirà ancora una volta a sbalordirti. Roma, d’estate,
nonostante il caldo afoso, riesce ad attrarre e incantare visitatori ed
autoctoni, con le innumerevoli iniziative che la rendono viva e vitale, ma un
po’ meno delirante.
C’è solo l’imbarazzo della
scelta, tra notti bianche, concerti per tutti i gusti, serate sul lungo Tevere,
suggestivi teatri ospitati nei luoghi che, in un remoto passato, hanno scritto
la storia del mondo: nessuno rimarrà insoddisfatto.
Se poi opterai per una
romantica passeggiata in uno degli angoli verdi più suggestivi della città,
scoprirai piacevolmente che non ti verrà proposta solo una divertente corsa sul
risciò o una pedalata rinfrancante. I sentieri di Villa Borghese offrono infatti
ai suoi visitatori numerose e varie iniziative culturali. Tra le tante, una
certamente non mancherà di attirare la tua attenzione.
The Globe Theatre. Fratello minore
dell’omonimo londinese che quattro secoli or sono ebbe l’onore e il privilegio
di veder recitare la Compagnia teatrale shakespeariana.
Pensato e realizzato come
i teatri di epoca elisabettiana, forma circolare e struttura lignea, il cielo
stellato la sola copertura dei posti in platea. E se ancora avessi bisogno di
qualcosa per sentirti trascinare inesorabilmente indietro nel tempo, ti
accorgerai che la platea, come vuole la miglior tradizione, altro non è che un
nudo pavimento di pietra, dove i più accorti o avveduti, poggiano un cuscino
portato con sé da casa. Certo, non
saprai dove e come mettere le gambe! Ma
l’angustia degli spazi è un misero prezzo da corrispondersi per la magia che
quel luogo saprà regalarti.
Nel cuore palpitante del
parco, col canto dei grilli sullo sfondo, nel teatro più pittoresco che Roma
possa offrire, seduto sulla nuda pietra, potrai ammirare, col naso all’insù,
una compagnia d’attori recitare le più travolgenti opere shakespeariane.
Infatti, com’è giusto che
sia, il teatro ospita solo le commedie e le tragedie firmate con la penna del
noto drammaturgo inglese.
A dieci anni
dall’inaugurazione di questo luogo incantevole e stimolante, se ne festeggia
l’anniversario con la prima opera messa in scena nel 2003, che racconta
l’invincibile e tragico sentimento che unì nella morte i due più noti amanti
veronesi.
Nell’ilarità generale, la
compagnia, per tutto il primo atto mette in scena una simpatica rivisitazione
moderna della storia a tutti nota. In pieno stile rapper i protagonisti
suscitano le risate del pubblico, con battute impertinenti e allusive, cantando su quelle musiche che non ci si
aspetterebbe. Poi d’un tratto, con l’incontro dei due amanti la scena cambia
registro e recupera la solennità che le è propria,narrando
la dolcezza dell’amore più struggente che la letteratura abbia mai raccontato.
Riuscitissima la
sperimentazione, diretta dalla regia di un Gigi Proietti, che, commosso e
nostalgico, apre la scena recitando le parole del coro:
“E se ad esso prestar vorrete orecchio pazientemente, noi faremo in
modo,
con le risorse del nostro mestiere, di sopperire alle
manchevolezze
dell’angustia di questa nostra scena”.
Michela Boi
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