Sanders, Leone del Vermont.
"I don’t believe government should take over the
grocery store down the street or own the means of production, but I do believe
that the middle class and the working families who produce the wealth of
America deserve a decent standard of living and that their incomes should go
up, not down. I do believe in private companies that thrive and invest and grow
in America, companies that create jobs here, rather than companies that are
shutting down in America and increasing their profits by exploiting low-wage
labor abroad." (discorso alla Georgetown University nel novembre del 2015)
L’arzillo vecchietto Bernard Sanders, che compirà 75 anni
l’8 settembre, sta sconvolgendo il mondo politico americano con le sue idee
definite da molti socialiste e rivoluzionarie. Eletto sindaco per ben tre volte
di Burlingron, la più popolosa città del Vermont, è stato parlamentare per 16
anni e senatore per 10. Fu fra i pochi a votare contro l’invasione dell'Iraq e
ad opporsi al Patriot Act.[1] Celebri anche le sue campagne contro la
pena di morte e di diritti di donne e omosessuali. Solo nel novembre del 2015
si è affiliato al Partito Democratico, passando comunque agli annali come il
più longevo parlamentare indipendente della storia degli Stati Uniti.
Quando, il 30 Aprile 2015, annunciò che avrebbe concorso
alle primarie del Partito Democratico[2], ,contro Hillary Clinton, nessuno
credeva potesse arrecare grandi pensieri a colei che tutti i pronostici davano
già come la 45° presidente degli Stati Uniti. E invece, su 33 stati in cui si
sono già tenute le primarie, Sanders si è imposto in ben 16, arrivando ad un
soffio dalla Clinton in altri 4 e accumulando un totale di 1.038 delegati
contro i 1.266 di Hillary. Quello che preoccupa maggiormente gli analisti
democratici è il fatto che la Clinton ha ottenuto le sue vittorie più nette in
stati che i democratici hanno poche speranze di conquistare alle presidenziali
mentre ha faticato negli stati in bilico, che saranno in futuro fondamentali.
In questi giorni sono andato a scrutare il programma di Sanders
nella sua pagina ufficiale, incuriosito dalle storie contraddittorie che
circolano su di esso nei vari mass media. Grazie ad una rara e concisa
chiarezza espositiva, priva di fronzoli e sofismi, si ha l’opportunità di
comprendere rapidamente quelli che sono gli obiettivi e le risorse con le quali
l’uomo vorrebbe raggiungerli. Di sotto riporto alcuni dei punti fondamentali:
Riduzione delle disuguaglianze. Fra il 1967 e il 2011 il
coefficiente di GINI[3] negli Stati Uniti è passato da 0,397 a
0,477[4]
evidenziando come la ricchezza del paese sia sempre più concentrata nella mani
di una piccola parte della popolazione. Per far fronte a questo fenomeno, in
forte peggioramento nel corso degli ultimi 10 anni, Sanders propone diverse
misure:
- Incremento del salario minimo da 7,25 $ a 15 $ all’ora.
- Introduzione di una tassa di successione progressiva per coloro che ereditano più di 3,5 milioni di dollari.
- Incremento delle imposte per coloro che guadagnano più di 250.000 $ e l’equiparazione dell’aliquota applicata ai proventi ottenuti tramite investimenti a quella dei redditi da lavoro.
- Far fronte all’evasione fiscale perpetrata dalle grandi imprese tramite l’utilizzo di paradisi fiscali e complesse architetture finanziarie tramite l'intensificazione dei controlli e la creazione maggiori disincentivi. [5]
Lavoro e istruzione. Circa il 5,5% della americani è
disoccupato, percentuale che sale al 15% quando si parla di giovani.
Sanders al riguardo propone una serie di misure per alcuni un pò vecchio
stampo:
- Investimenti in infrastrutture per circa 1.000 miliardi di dollari nell’arco di 5 anni con ricadute occupazionali stimate su circa 13 milioni di persone.
- Creazione di un piano lavoro per i giovani del valore di 5,5 miliardi dollari all’anno.
- Abolizione delle rette universitarie e riduzione del tasso di interesse applicato ai prestiti studenteschi elargiti dalle agenzie federali dal 4,29% al 2,37%
Diritti dei più deboli. Negli USA mediamente una donna, a
parità di lavoro e condizioni, guadagna il 79% di un collega uomo. Tenendo
presente che molte di loro sono madri single trovato il problema. Sanders al
riguardo propone:
- Rafforzamento dei programmi federali volti ad aiutare le donne single e l'infanzia.
- Rafforzare le leggi federali per favorire l’accesso al sistema sanitario e al mondo del lavoro delle persone LGBT.
- Espandere il sistema sanitario nazionale garantendo ad ogni americano una copertura ulteriore di almeno di 65 $ al mese tenendo conto in particolare degli anziani e dei vecchi.
Complessivamente il programma di Sanders ha molti pregi e
molti dei suoi punti non hanno nulla di sconvolgente per un europeo. Altri,
come la lotta contro Wall Street o contro i trattati di libero commercio hanno
una connotazione un po troppo di parte e una difficile applicazione. Per quanto
concerne le coperture finanziarie in generale, alcuni punti ne sono sprovvisti
vista l'impossibilità di ovviare nel breve periodo all’evasione delle grandi
imprese e alla lotta contro le scappatoie fiscali insite nel sistema tributario
americano. Su questo punto Berny, qualora venisse eletto, dovrà lavorare
alacremente....
Gianluigi Usai
[1] La norma, con l’obiettivo di ridurre il
rischio di attacchi terroristici, rafforza il potere della polizia
facilitando l'accesso e la raccolta di informazioni personali. Nell'ottobre
2007 la Corte Suprema ha dichiarato incostituzionale la legge.
[2] Le primarie del Partito Democratico si
tengono fra i mesi di febbraio e giugno del 2016. Il candidato del partito
viene eletto in modo indiretto ovvero ogni stato, in virtù del numero degli
abitanti, pone in palio dei delegati. Questi grandi elettori, eletti tramite il
sistema proporzionale, sono successivamente chiamati a scegliere il candidato
del partito per le presidenziali.
[3] Il coefficiente di Gini viene
utilizzato per misurare le diseguaglianze nella distribuzione della
ricchezza. Si tratta di un numero compreso fra 0 e 1 in cui valori bassi
indicano un uguaglianza nella distribuzione e viceversa valori alti una
disuguaglianza.
[4] Fonte:
http://gini-research.org/system/uploads/443/original/US.pdf?1370077377
[5] Secondo uno studio del Congresso americano
l’evasione fiscale compiuta dalle grandi imprese arreca all’erario statunitense
una perdita di circa 100 miliardi dollari all’anno.
Nessun commento:
Posta un commento