Dar voce ai
bisognosi.
In Sardegna circa il 60% dei giovani con un età compresa fra
i 15 e i 34 anni è disoccupato o inattivo. Le politiche varate durante
gli ultimi anni non sono riuscite in nessun modo ad affrontare questa calamità.
Donatella Meloni, una giovane self women, vuole rappresentare questa
scoraggiata generazione.
Donatella: La Sardegna si incontra al bordo di una voragine.
Centinaia di famiglie sono alla fame. Il 40% dei sardi con un età compresa tra
i 15 e i 24 anni è disoccupato. Fra i 25 e 34 anni siamo ben oltre il
20%. Dati aberranti che fanno intuire la gravità della situazione in cui verte
l'economia Sarda. I giovani sono scoraggiati da questo sistema che non lascia
loro spazio e li spinge a vedere, come unica via d'uscita, l'espatrio. Noi
diciamo no a questo scempio. Vogliamo ridare respiro alle famiglie, offrendo
loro prospettive concrete per costruirsi un futuro qui, nella nostra Terra.
Gianluigi: ci puoi raccontare la tua esperienza?
D: Fin da quando avevo diciassette anni mi sono dovuta
rimboccare le maniche lavorando durante le estati, le feste e quando, avevo
fortuna, durante i fine settimana. Ho dovuto farlo perché la mia famiglia non
poteva permettersi di mantenermi negli studi. Sono orgogliosa di esserci
riuscita. Tutto questo mi ha dato un esperienza diretta delle difficoltà e
delle aberrazioni contrattuali che incontrano i giovani che entrano nel mercato
del lavoro.
G: Da quanti anni fai politica?
D: Milito nel Partito Sardo D'Azione da più' di due
anni. Non è stata una scelta facile. Presa alla leggera. Per me tesserarsi a un
partito significa dichiarare la propria identità. Il PSD'AZ è una parte
importantissima della storia di noi Sardi. Incarna l'eterna ricerca
dell'indipendenza e dell'autonomia della nostra terra.
G: Perché pensi sia stata scelta dal partito?
D: La mia costanza nel seguire le dinamiche e i
progetti del PSD'AZ mi ha senza alcun dubbio aiutato. La mia candidatura è
rivolta a tutti quei ragazzi che, come me, studiano e lo fanno nella speranza
di un futuro migliore. Di un' opportunità di lavoro. Tantissimi ragazzi
lavorano stagionalmente e parsimoniosamente usano i soldi racimolati per tirare
avanti, cercando di non pesare sulle famiglie. E' difficile conciliare studio e
lavoro ottenendo al contempo buoni voti ma il conseguirlo fa sentire noi
giovani forti e indipendenti. Vogliamo essere autonomi. Abbiamo bisogno delle
condizioni per divenirlo. Noi del PSD'AZ offriamo una strada per esserlo. Sono
consapevole che le chance di essere eletta siano limitate ma ho voluto dare un
segnale forte alla mia generazione. Noi giovani abbiamo tante energie e le
vogliamo usare per migliorare la nostra Sardegna.
G: Quali sono i punti del programma del PSD'AZ che ti stanno
più a cuore?
D: I punti programmatici sono diversi e tutti di grande
spessore. Il nostro obiettivo più importante è la costituzione di una zona
franca integrale. La zona franca risolleverebbe le sorti della Sardegna,
permettendoci di uscire da quella povertà che da anni sta condannando intere
generazioni di giovani.
A breve termine chiediamo l'approvazione di un piano energetico regionale,
indispensabile per impedire lo scippo delle nostre risorse e lottare contro le
concentrazioni monopolistiche nonché ridare competitività alle nostre imprese
ed evitare che altre, seguendo la stessa strada dell'Alcoa, vadano via.
Chiediamo di rilanciare la continuità territoriale tanto per le persone che per
le merci. Vogliamo un un nuovo modello di sviluppo. Che non snaturi la natura
del nostro territorio ma bensì che faccia perno sui nostri punti di forza.
Sulla nostra pastorizia e agricoltura. Sui nostri talenti.
G: Pensi che quindi la zona franca sia la soluzione più
valida per rilanciare la competitività del sistema produttivo sardo?
D: Si, perchè permetterebbe di ridurre quel gap
competitivo che azzoppa la nostra economia. Rilanciare la competitività è la
base per attrarre imprese e di conseguenza creare posti di lavoro. Apprezziamo
lo sforzo che sta facendo la regione Sardegna a livello di formazione con
programmi come il Master&Back. Indispensabili per formare le future
classi dirigenti sarde.
Grazie Donatella.
Gianluigi Usai
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