martedì 28 gennaio 2014

Dar voce ai bisognosi.

In Sardegna circa il 60% dei giovani con un età compresa fra i 15 e i 34 anni è disoccupato o  inattivo. Le politiche varate durante gli ultimi anni non sono riuscite in nessun modo ad affrontare questa calamità. Donatella Meloni, una giovane self women, vuole rappresentare questa scoraggiata generazione.

Donatella: La Sardegna si incontra al bordo di una voragine. Centinaia di famiglie sono alla fame. Il 40% dei sardi con un età compresa tra i 15 e i 24 anni è disoccupato. Fra i 25 e 34 anni  siamo ben oltre il 20%. Dati aberranti che fanno intuire la gravità della situazione in cui verte l'economia Sarda. I giovani sono scoraggiati da questo sistema che non lascia loro spazio e li spinge a vedere, come unica via d'uscita, l'espatrio. Noi diciamo no a questo scempio. Vogliamo ridare respiro alle famiglie, offrendo loro prospettive concrete per costruirsi un futuro qui, nella nostra Terra.
Gianluigi: ci puoi raccontare la tua esperienza?
D: Fin da quando avevo diciassette anni mi sono dovuta rimboccare le maniche lavorando durante le estati, le feste e quando, avevo fortuna, durante i fine settimana. Ho dovuto farlo perché la mia famiglia non poteva permettersi di mantenermi negli studi. Sono orgogliosa di esserci riuscita. Tutto questo mi ha dato un esperienza diretta delle difficoltà e delle aberrazioni contrattuali che incontrano i giovani che entrano nel mercato del lavoro.
G: Da quanti anni fai politica?
D: Milito nel Partito Sardo D'Azione da più' di due anni. Non è stata una scelta facile. Presa alla leggera. Per me tesserarsi a un partito significa dichiarare la propria identità. Il PSD'AZ è una parte importantissima della storia di noi Sardi. Incarna l'eterna ricerca dell'indipendenza e dell'autonomia della nostra terra.
G: Perché pensi sia stata scelta dal partito?
D: La mia costanza nel seguire le dinamiche e i progetti del PSD'AZ mi ha senza alcun dubbio aiutato. La mia candidatura è rivolta a tutti quei ragazzi che, come me, studiano e lo fanno nella speranza di un futuro migliore. Di un' opportunità di lavoro. Tantissimi ragazzi lavorano stagionalmente e parsimoniosamente usano i soldi racimolati per tirare avanti, cercando di non pesare sulle famiglie. E' difficile conciliare studio e lavoro ottenendo al contempo buoni voti ma il conseguirlo fa sentire noi giovani forti e indipendenti. Vogliamo essere autonomi. Abbiamo bisogno delle condizioni per divenirlo. Noi del PSD'AZ offriamo una strada per esserlo. Sono consapevole che le chance di essere eletta siano limitate ma ho voluto dare un segnale forte alla mia generazione. Noi giovani abbiamo tante energie e le vogliamo usare per migliorare la nostra Sardegna.
G: Quali sono i punti del programma del PSD'AZ che ti stanno più a cuore?
D: I punti programmatici sono diversi e tutti di grande spessore. Il nostro obiettivo più importante è la costituzione di una zona franca integrale. La zona franca risolleverebbe le sorti della Sardegna, permettendoci di uscire da quella povertà che da anni sta condannando intere generazioni di giovani.
A breve termine chiediamo l'approvazione di un piano energetico regionale, indispensabile per impedire lo scippo delle nostre risorse e lottare contro le concentrazioni monopolistiche nonché ridare competitività alle nostre imprese ed evitare che altre, seguendo la stessa strada dell'Alcoa, vadano via. Chiediamo di rilanciare la continuità territoriale tanto per le persone che per le merci. Vogliamo un un nuovo modello di sviluppo. Che non snaturi la natura del nostro territorio ma bensì che faccia perno sui nostri punti di forza. Sulla nostra pastorizia e agricoltura. Sui nostri talenti.
G: Pensi che quindi la zona franca sia la soluzione più valida per rilanciare la competitività del sistema produttivo sardo?
D: Si, perchè permetterebbe di ridurre quel gap competitivo che azzoppa la nostra economia. Rilanciare la competitività è la base per attrarre imprese e di conseguenza creare posti di lavoro. Apprezziamo lo sforzo che sta facendo la regione Sardegna a livello di formazione con programmi come il Master&Back. Indispensabili per formare le future classi dirigenti sarde.


Grazie Donatella. 

Gianluigi Usai

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