Il calderone politico italiano
Risulta sempre più complesso comprendere le dinamiche del
sistema politico italiano. Binario 13 ha deciso di compiere un esperimento. Si
tratta di un brainstorming fra noi membri del blog su alcune delle principali
tematiche oggi all'ordine del giorno.
Che giudizio dareste al Renzi persona?
Alberto: E' ambizioso, e non è certo un difetto, ha doti di
comunicatore superiori a Berlusconi ed ha l'atteggiamento da fiorentino, anzi
da dinastia dei Medici direi. Ha fatto gli scout, questo si che è il lato
peggiore. Di certo ci voleva, è un po' come Mourinho.
Benedetta: Matteo Renzi è indubbiamente un uomo ambizioso,
convinto da sempre della propria capacità di avere successo. Molto del suo
carisma è fondato sulle sue doti comunicative, nonché sui molti slogan che
hanno caratterizzato la campagna elettorale ma anche la successiva attività di
premier. L'approccio alla Renzi per cui la politica non può più essere letta
come dialettica e sintesi della complessità delle idee ma come rapido
raggiungimento di obiettivi posti in successione, si allontana molto dal mio
modo di vedere le cose
Michela: Al suo debutto (primarie contro Bersani) non mi era
dispiaciuto. Nel suo ruolo di “rottamatore” mi sembrava promettere bene. Ora mi
convince un po’ meno: proposte di “riforma” che sembrano più che altro trovate
pubblicitarie, inidonee ad incidere granché sullo status quo.
La mossa di Renzi contro Letta è stata eticamente corretta o
necessaria?
Alberto: L'etica non esiste. Non rispondo alla domanda. Il
fine giustifica i mezzi.
Benedetta: La mossa contro Letta non riesco a giudicarla
come una mossa di realpolitik, vi leggo infatti anche un significato etico.
Renzi ha passato il messaggio che cambiamento per lui significa rapido
rinnovamento, inteso come totale superamento dell'idea di processo, nonché
dell'idea del rispetto di alcuni valori che nell'era della rapidità sembrano
non poter essere più attuali
Michela: Politicamente scorretta (che le lotte fratricide
rimangano interne al PD!) e forse anche poco oculata. Non si comprende se i
peggiori nemici di Renzi siano i partiti all’opposizione, i partiti che
sostengono il governo o il partito di cui egli è leader. Una vittoria
elettorale forse avrebbe dato maggiore stabilità (e credibilità) al governo.
Quali dovrebbero essere le prime tre priorità di questo
governo?
Alberto: (1) Fare cassa di almeno 30, 40 miliardi di
privatizzazioni e liberalizzazioni. Sai bene che i soldi ci sono per farlo, a
partire dalla RAI. (2) Eliminare un livello di amministrazione locale. Comuni,
province e regioni sono troppi livelli.
Abolirei anche una camera. (3)Togliere i sussidi alle industrie e ai
sindacati. Benedetta: Prima di tutto il lavoro e le riforme dello Stato
sociale, alla luce dei vincoli di bilancio attuali occorre infatti capire come
fare per continuare a garantire il rispetto dei diritti garanzie enunciate
dalla nostra Costituzione. Poi la definizione di un progetto di politica
industriale per il nostro paese, sopratutto in considerazioni delle numerose
crisi che lo attraversano. La priorità investe anche la questione della
definizione di un nuovo modello di sviluppo, questione necessariamente da
affrontare in collaborazione con gli altri Paesi europei. Infine i diritti
civili, se il governo fosse davvero un governo di sinistra dovrebbe impegnarsi
a mettere dei punti fermi rispetto a molte questioni calde, quali la 194 e il
suo effettivo rispetto, il riconoscimento delle coppie omosessuali, i problemi
dell'integrazione delle seconde generazioni, la parità di genere.
Michela: Legge elettorale, in assoluto. Riforma del lavoro e
riforma delle autonomie locali.
Quale vorreste fosse la conformazione del futuro senato?
Alberto: 100 senatori, se possibile eletti.
Benedetta: Sul senato non ho ancora le idee chiare.
Risponderò quando potrò meglio argomentare la mia posizione.
Michela: Senato elettivo, formato dalle rappresentanze delle Regioni, con
uguale numero di Senatori per ciascuna regione, chiamato ad esprimersi sia in
relazione alle autonomie locali sia rispetto ad materie sensibili, su cui la
garanzia del voto di una seconda camera, la cui maggioranza sia formata su una
base diversa, potrebbe essere auspicabile.
Il centro destra che abbiamo conosciuto fino ad oggi è
finito?
Alberto: Il centro destra che abbiamo conosciuto fino ad
oggi non è mai esistito, è esistito Berlusconi e una serie di mezze seghe che
venivano elette grazie ai suoi voti. In Italia la “destra” non liberale è una
sorta di socialismo.
Benedetta: Il centro destra sta affrontando il dopo
Berlusconi ma anche la nuova scena disegnata da Renzi. Occorre capire se
prevarranno i modelli europei o ci sarà un assestamento su vecchie impostazioni
poco lungimiranti e populiste. Lo scenario è poi reso complesso dal grande
successo di movimenti e organizzazioni alquanto pericolose per la stabilità di
questo Paese, che rappresentano anche per la nuova destra che va costruendosi
un elemento di riflessione profonda.
Michela: Negli ultimi vent’anni in Italia (ma forse in tutto
il secondo dopoguerra) non c’è stato un vero centrodestra, ma un partito
personalista, portavoce di valori ideologicamente collocabili “a destra”. Non
c’è centrodestra senza B., ma solo partitelli destinati a rimpasti vari e poi a
morte certa. Simul stabunt simul cadent.
A livello internazionale, con quale paese l'Italia dovrebbe
stringere un asse di ferro?
Alberto: Qualcuno fuori dall'asse Germania-Francia, ma che
non sia una sorta di lega del Sud Europa. Io guarderei alla Russia..
Benedetta: Immagino che al di là dell'Italia la questione
delle alleanze debba essere posta a livello europeo, è ora che l'Unione assuma
una configurazione pienamente federale e si ponga l 'obiettivo di
sviluppare una politica estera comune fuori dalle logiche intergovernative.
Oltretutto la posizione geografica dell'Europa impone questo importante
cambiamento, sia per la definizione di soluzioni mutualistiche rispetto alla
questione migratoria sia per i problemi legati alla sicurezza, a fronte
di una Russia sempre più ruggente e degli Stati Uniti che ancora ci ricordano
il proprio rilevante peso.
Michela: Difficile dirlo. In Europa, l’Italia è piuttosto
lontana, quanto a esigenze e problematiche, dai Paesi che detengono la
leadership economica e politica.
Binario13
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