Un viaggio verso Levante.
Lo scorso novembre è approdata al Palazzo delle Esposizioni di Roma, organizzata in collaborazione con l’American Museum of Natural History di New York, una mostra dai toni suggestivi e intriganti che hanno il sapore dell’Oriente: Sulla via della Seta, antichi sentieri tra Oriente e Occidente. Il nome, evocativo di terre sconosciute e lontane, epoche remote, atmosfere esotiche, è un invito troppo allettante per poter essere declinato. E chi avrà la pazienza e l’ardire di affrontare il traffico romano per visitare l’esposizione non resterà deluso.
La soglia del Palazzo delle Esposizioni è un varco spazio-temporale, che catapulta il visitatore in un passato antico, lungo quelle strade che dall’Europa conducevano nell’Estremo Oriente, attraverso il cuore vivo e pulsante del continente Asiatico.
Le luci soffuse contribuiscono a creare un’atmosfera misteriosa che accompagna lungo il viaggio alla scoperta dei colori, gli odori e i sapori della Cina antica, ma non solo.
Si possono ripercorrere gli itinerari seguiti dai mercanti europei alla ricerca di fantastici tesori. Viaggi estenuanti, che potevano richiedere anche trecento giorni di cammino, per barattare oro e pietre preziose, ottenendo in cambio sete e stoffe pregiate, ceramiche finemente lavorate, spezie e pellicce.
La mostra si snoda attraverso quattro tappe essenziali lungo la via della seta.
Si parte da Xi’An. L’atmosfera è quella giusta. Il grande telaio dà il senso della pazienza e del duro lavoro necessari per produrre le sete tanto gradite alle nobili casate di tutta Europa. Lungo il percorso, tra gli abiti e le ceramiche, ci si imbatte anche in originali strumenti musicali. Le loro melodie, esotiche e accattivanti, sono una dolce compagnia per il visitatore.
La seconda tappa è Turfan. Le pellicce di bestie feroci sbalordiscono. Forse impressionano. Rara merce di scambio. Grandi otri spandono nell’ambiente fragranze e profumi tutti da indovinare.
Samarcanda è il più grande mercato a cielo aperto che l’antichità abbia mai conosciuto. La tradizione vuole che vi si potesse trovare qualunque cosa. Qualunque.
Infine Baghdad. Capitale del mondo islamico. Fiorente, grazie anche all’assiduo commercio con la Cina. Via mare, questa volta. Città nota, in passato, per la cultura, lo sviluppo tecnologico e scientifico. Ne è testimonianza il colossale astrolabio, complicatissimo arnese che consentiva agli arabi di conoscere con precisione l’ora osservando le stelle. Una riproduzione del cielo di Baghdad consente di divertirsi con le istruzioni per l’uso dell’astrolabio.
Ma il cammino non finisce qua: anzi, prosegue lungo le rotte marittime che portavano in Oriente, i sentieri seguiti da Marco Polo, le carovane di cammelli e le riproduzioni di antiche navi dalle stive ricolme di preziosi tesori. Una mappa interattiva permette di avere consapevolezza delle molteplici vie della seta.
La mostra si distingue piacevolmente, oltre che per la ricchezza dei suoi elementi, per il suo carattere inerattivo, perché capace di stimolare il visitatore, incuriosirlo e coinvolgerlo attivamente, impedendo la solita camminata stanca e fiacca verso l’uscita.
Per chi ama l’oriente e i suoi misteri, ma anche per chi, più semplicemente, vuol farsi sedurre e affascinare da un mondo insolito, questa mostra è imperdibile.
Michela Boi
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